Bilancia a due piatti: come funziona, pesiera e taratura

Bilancia a due piatti: come funziona, pesiera e taratura

La bilancia a due piatti pesa per confronto: la merce va su un piatto, i pesi campione della pesiera sull'altro, e quando l'indice si ferma al centro la massa della merce è uguale alla somma dei pesi. Non ha molle né elettronica, quindi non serve corrente: la sua precisione dipende dalla qualità dei pesi, dallo stato dei coltelli su cui oscilla il giogo e da una corretta taratura.

Come funziona una bilancia a due piatti

Il principio è quello della leva a bracci uguali: un giogo (il braccio orizzontale) è appoggiato al centro su un fulcro e porta un piatto a ciascuna estremità. Se i due bracci hanno la stessa lunghezza, l'equilibrio si raggiunge solo quando sui due piatti ci sono masse uguali. Per questo una bilancia a due piatti misura direttamente la massa, non la forza peso: il risultato non cambia con la gravità del luogo, al contrario di una bilancia a molla.

Bilancia a due bracci con piatti sospesi

È la forma più antica, quella della "bilancia della giustizia": i piatti sono appesi con catenelle o aste alle estremità del giogo. Il modello a due bracci è sensibile, ma le catene rendono scomodo caricare la merce.

Bilancia di Roberval: i piatti sopra il giogo

La bilancia da banco a due piatti che si trova nei negozi è quasi sempre di tipo Roberval, dal nome del matematico francese Gilles Personne de Roberval che ne presentò il principio nel 1669. I piatti stanno sopra il giogo, sostenuti da due colonnine verticali; sotto c'è un secondo elemento che con il giogo forma un parallelogramma articolato. Grazie al parallelogramma le colonnine restano sempre verticali e il risultato, in teoria, non dipende dal punto del piatto in cui appoggi la merce. Il vantaggio pratico: piatti liberi, facili da caricare e da pulire.

Coltelli, cuscinetti e indice

Nelle bilance meccaniche di qualità il giogo non ruota su un perno qualsiasi ma su coltelli, prismi di acciaio temprato con uno spigolo vivo che appoggia su cuscinetti piani di acciaio o di pietra dura. Un indice segnala l'equilibrio. Coltelli arrotondati, scheggiati o arrugginiti sono la prima causa di una bilancia "pigra" che si ferma in posizioni diverse a ogni pesata.

Bilancia a piatti, stadera, orologio, elettronica: le differenze

Sotto il nome di "bilancia a piatti" o "bilancia antica" si confondono strumenti molto diversi:

TipoPrincipioCome si legge il pesoAlimentazioneUso tipico
Due piatti a bracci uguali (piatti sospesi)Leva a bracci uguali, confronto di masseSomma dei pesi campioneNessunaLaboratorio, didattica, collezionismo
Due piatti tipo RobervalParallelogramma articolato, confronto di masseSomma dei pesi campioneNessunaBanco di negozio, panificio, pasticceria, cucina
StaderaLeva a bracci disuguali con peso scorrevole (romano)Posizione del romano su un'asta graduataNessunaMercati e campagna, carichi pesanti
Bilancia a orologioLeve e contrappesi (o molle) che muovono una lancettaQuadrante graduatoNessunaSalumerie e botteghe del passato, arredo
Bilancia elettronicaCella di carico che trasforma la deformazione in segnale elettricoDisplay digitale, spesso con calcolo del prezzoRete o batteriaVendita al dettaglio oggi

Il funzionamento della bilancia a quadrante e i suoi ricambi sono spiegati nella guida su come funziona una bilancia a orologio; qui ci concentriamo sulla bilancia a due piatti. Le bilance elettroniche usano invece celle di carico.

Portata e pesiera: come scegliere la bilancia a due piatti con pesi

La portata è il carico massimo che ciascun piatto può sostenere senza danneggiare coltelli e giogo. Le bilance a due piatti da banco del nostro catalogo vanno da 1 kg a 20 kg. Una bilancia piccola è più sensibile sulle piccole dosi; una grande serve per pane, frutta o carne.

La pesiera è il corredo di pesi campione. Due cose da controllare:

  • Somma della pesiera rispetto alla portata: con una pesiera da 1 kg puoi pesare al massimo 1 kg di merce, anche se la bilancia ne regge di più. Se la pesiera è più piccola della portata, per sfruttare tutta la bilancia servono pesi aggiuntivi.
  • Composizione: secondo la OIML R 111 i valori nominali seguono la serie 1, 2, 5 per ogni decade (per esempio 500 g, 200 g, 200 g, 100 g, 50 g...), così che con pochi pezzi si compone qualunque valore.

Nel nostro catalogo di bilance e pedane trovi tre configurazioni: la bilancia a due piatti in ottone da 1 kg con pesiera da 1 kg, con piatti da circa 170 mm; la bilancia a due piatti da 5 kg con pesiera da 2 kg; e la bilancia a due piatti da 20 kg senza pesiera, per chi possiede già i propri pesi.

Le classi dei pesi (OIML R 111)

I pesi campione sono classificati dalla raccomandazione internazionale OIML R 111 in classi di precisione: E1, E2, F1, F2, M1, M2 e M3, dalla più precisa alla meno precisa. L'errore massimo tollerato per un peso da 1 kg è di ±0,5 mg in classe E1, ±5 mg in F1, ±50 mg in M1 e ±500 mg in M3.

Come si usa una bilancia a due piatti

  1. Appoggia la bilancia su un piano stabile e orizzontale, lontano da correnti d'aria e vibrazioni.
  2. A piatti vuoti controlla che l'indice si fermi al centro (zero).
  3. Metti la merce su un piatto, sempre lo stesso.
  4. Aggiungi i pesi sull'altro piatto partendo dal più grande: se il piatto dei pesi scende, togli l'ultimo e passa al successivo più piccolo.
  5. Quando l'indice oscilla in modo simmetrico attorno al centro e si ferma allo zero, somma i pesi: quella è la massa della merce.

Taratura e regolazione della bilancia a due piatti

Attenzione ai termini: la taratura in senso stretto è il confronto con campioni di riferimento per conoscere l'errore dello strumento; la regolazione è l'intervento che lo riporta in tolleranza. Nella pratica di bottega si dice "tarare" per entrambe le cose.

Regolazione dello zero

Se a piatti vuoti l'indice non torna al centro, la bilancia va riequilibrata. A seconda del modello si agisce su un dado o una vite di regolazione sul giogo oppure su una piccola cavità di taratura sotto uno dei piatti, in cui si aggiunge o si toglie materiale. Prima, pulisci i piatti: spesso lo squilibrio è solo sporco.

Prova di uguaglianza dei bracci

Se i bracci non sono perfettamente uguali, la bilancia sbaglia anche se lo zero è corretto. La verifica è semplice: pesa lo stesso oggetto prima su un piatto, poi sull'altro. Se i risultati differiscono, la massa vera è circa la media dei due valori (metodo della doppia pesata) e il giogo va regolato.

Prova di sensibilità e di ripetibilità

Con un carico in equilibrio, aggiungi un peso piccolo (ad esempio 1 g su una bilancia da 1 kg): l'indice deve spostarsi in modo netto. Se ripetendo la pesata l'indice si ferma ogni volta in un punto diverso, coltelli e cuscinetti sono usurati o sporchi.

Manutenzione e pulizia

  • Pulisci i piatti con un panno umido e asciugali subito; non immergere la bilancia in acqua.
  • Non lubrificare coltelli e cuscinetti: l'olio trattiene polvere e aumenta l'attrito.
  • Non far cadere la merce dall'alto: gli urti segnano lo spigolo dei coltelli.
  • Tieni i pesi nella pesiera: un peso ammaccato o sporco non vale più il suo valore nominale.
  • Non scambiare i piatti tra bilance diverse: piatti e giogo sono equilibrati insieme.

Bilancia a due piatti per vendere a peso: cosa dice la legge

Le bilance usate per transazioni commerciali e per calcolare il prezzo nella vendita diretta al pubblico sono strumenti per pesare a funzionamento non automatico regolati dalla Direttiva 2014/31/UE, recepita in Italia modificando il D.Lgs. 517/1992 (con il D.Lgs. 83/2016). Uno strumento nuovo destinato a questi usi deve aver superato la valutazione di conformità e portare la marcatura CE con la marcatura metrologica supplementare (la lettera M e le ultime due cifre dell'anno in un rettangolo) e il numero dell'organismo notificato.

Una volta in servizio, la bilancia è soggetta alla verificazione periodica prevista dal DM 21 aprile 2017, n. 93. L'Allegato IV fissa la periodicità: 3 anni per gli strumenti per pesare a funzionamento non automatico e 4 anni per i pesi. Il titolare deve comunicare alla Camera di Commercio l'inizio dell'uso dello strumento entro 30 giorni, chiedere la verificazione successiva almeno cinque giorni lavorativi prima della scadenza, conservare il libretto metrologico e mantenere integri sigilli e contrassegni. Per gli strumenti per pesare non automatici le sanzioni vanno da 500 a 1.500 euro per violazione.

In sintesi: una bilancia a due piatti decorativa, vintage o senza marcature metrologiche valide non è legale per vendere a peso, finché non porta i contrassegni richiesti e non supera la verificazione. Per uso domestico, didattico o come arredo non ci sono invece obblighi metrologici.

Bilance usate e antiche: cosa controllare prima di comprare

Una buona bilancia meccanica dura decenni, quindi le bilance usate sono spesso un buon acquisto. Prima verifica:

  • che a piatti vuoti l'indice torni allo zero e oscilli liberamente, senza impuntarsi;
  • il risultato della doppia pesata sui due piatti, se puoi portare un peso noto;
  • lo stato dei coltelli: spigolo vivo, senza ruggine né scheggiature;
  • che il giogo non sia piegato e che i piatti siano quelli originali della stessa bilancia;
  • la pesiera: completa, con pesi non ammaccati e con il valore leggibile;
  • se serve per vendere, la presenza di sigilli e contrassegni metrologici e del libretto.

Per le bilance antiche i ricambi originali sono rari: piatti, coltelli e pesi spesso vanno cercati di recupero. Nella categoria ricambi per bilance trovi componenti come tastiere, membrane e smorzatori, mentre tra l'usato trovi anche bilance meccaniche ed elettroniche di seconda mano. Lo stesso metodo vale per ogni attrezzatura di seconda mano: vedi la guida all'affettatrice usata.

Domande frequenti

Come si chiama la bilancia a due piatti?

Il nome generico è bilancia a bracci uguali; il modello da banco con i piatti sopra il giogo si chiama bilancia di Roberval, dal matematico che ne descrisse il principio nel 1669.

A cosa servono i pesi della bilancia a due piatti?

I pesi della pesiera sono il riferimento con cui si confronta la merce: la bilancia non indica un numero, ma dice solo quando i due piatti sono in equilibrio. La massa della merce è la somma dei pesi sull'altro piatto, quindi la precisione della pesata non può essere migliore di quella dei pesi.

Si può vendere a peso con una bilancia a due piatti?

Sì, ma solo se è uno strumento metrologicamente legale: marcature valide secondo la Direttiva 2014/31/UE e verificazione periodica ogni 3 anni secondo il DM 93/2017, con i pesi verificati ogni 4 anni. Una bilancia vintage senza marcature può essere usata solo per scopi non commerciali.

Meglio una bilancia a due piatti o una elettronica?

L'elettronica è più rapida e calcola il prezzo, per questo domina la vendita al banco. La bilancia a due piatti non richiede corrente né batterie, non ha schede da guastare e dura decenni, ideale in laboratorio, in pasticceria o come strumento didattico.

Conclusione

Una bilancia a due piatti è uno strumento semplice ma preciso, se la scegli con la portata giusta, la abbini a una pesiera adeguata e ne curi coltelli e taratura. Se ti serve per vendere a peso, verifica marcature e verificazione periodica prima di usarla. Trovi i modelli disponibili nella categoria bilance e pedane e i componenti nella sezione ricambi.

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