Tritacarne professionale: come scegliere il modello giusto

Tritacarne professionale: come scegliere il modello giusto

Per scegliere un tritacarne professionale si parte dal numero del gruppo di macinazione (8, 12, 22 o 32), che indica la misura della piastra e quindi quanta carne la macchina può lavorare in un'ora. Poi si decidono alimentazione (monofase 230 V o trifase 400 V), materiale del gruppo (acciaio inox, ghisa o alluminio) e sistema di taglio.

Tritacarne professionale: cosa significa il numero 8, 12, 22, 32

Il numero che accompagna ogni tritacarne (TS 12, TI 22, TI 32 e così via) non è il diametro dei fori della piastra, come a volte si legge: è una misura standard del gruppo di macinazione, condivisa tra quasi tutti i costruttori. A ogni numero corrisponde un diametro della piastra e della bocca d'uscita, e di conseguenza una portata oraria.

La tabella riporta i diametri tipici della piastra e la produzione oraria dichiarata da Fama per alcuni modelli in commercio (piastra in dotazione da 6 mm). La produzione reale dipende dal tipo di carne, dalla temperatura e dai fori della piastra usata.

GruppoDiametro piastraEsempio di modelloPotenza motoreProduzione oraria dichiarataUso tipico
n. 8circa 60 mmFama TG 8 / TGI 8 (tritacarne + grattugia)0,38 kW (0,5 HP)20 kg/hcasa, piccola gastronomia
n. 12circa 70 mmFama TS 12 monofase0,75 kW (1 HP)150–200 kg/hristorante, gastronomia, piccola macelleria
n. 22circa 82 mmUniko TGK 22 (tritacarne + grattugia)1,10 kW (1,5 HP)300 kg/hmacelleria, laboratorio, ristorazione collettiva
n. 32circa 98 mmFama TI 32 ECO / TI 32 R trifase1,5 kW (2 HP) / 2,2 kW (3 HP)400 / 600 kg/hmacelleria con produzione continua, laboratorio salumi

Una regola pratica: scegli il gruppo in base al picco di lavoro, non alla media. Una macelleria che prepara 30 kg di macinato il sabato mattina in mezz'ora ha bisogno di una macchina più grande di quanto direbbe il totale settimanale. Un gruppo troppo piccolo scalda la carne e si usura prima. Puoi confrontare i modelli disponibili nella categoria tritacarne professionali e, per la gamma Fama, in tritacarne Fama.

Potenza e alimentazione: tritacarne 220 V monofase o trifase 400 V?

Molti cercano un "tritacarne 220 V": è la vecchia denominazione della rete domestica, oggi a 230 V monofase. Un tritacarne monofase si collega a una normale presa e va bene per gruppi 8, 12 e 22, oltre che per diversi modelli 32 di fascia media. Il motore monofase usa un condensatore di avviamento/marcia, che è uno dei componenti più soggetti a guasto con l'età.

La versione trifase 400 V richiede un impianto trifase (comune in macelleria, raro in casa) e offre a parità di gruppo potenze maggiori: lo stesso Fama TI 32 passa da 1,5 kW in versione ECO a 2,2 kW nella versione R trifase, con produzione dichiarata da 400 a 600 kg/h. Il motore trifase non ha condensatore, si avvia più dolcemente sotto carico e tollera meglio l'uso prolungato.

  • Monofase 230 V: installazione ovunque, adatto a uso discontinuo o medio, scelta obbligata se non hai la trifase.
  • Trifase 400 V: per uso intensivo e grandi quantità, solo dove c'è l'impianto. Molti modelli professionali hanno anche l'inversione di marcia, utile per sbloccare la coclea quando si intasa di nervi.

Acciaio inox, ghisa o alluminio: il gruppo di macinazione

Il gruppo di macinazione è la parte che tocca la carne: bocca (corpo), coclea, coltello, piastra e ghiera di chiusura. Il materiale incide su igiene, peso e resistenza.

  • Acciaio inox: il più igienico, non si ossida, si lava facilmente e tollera i detergenti. È lo standard dei modelli carenati come la serie TI di Fama.
  • Ghisa alimentare: robusta e con buona massa termica, ma va asciugata subito e protetta con olio alimentare, altrimenti si ossida. Non va in lavastoviglie.
  • Alluminio pressofuso: leggero ed economico, tipico dei gruppi 8 e di alcune coclee di ricambio; anche l'alluminio non va in lavastoviglie perché i detergenti alcalini lo anneriscono.

La temperatura conta: gruppo smontabile e modelli refrigerati

La carne macinata è molto deperibile e, se si scalda durante la lavorazione, il grasso si impasta invece di restare in granuli. Per questo i gruppi professionali sono completamente smontabili: si possono raffreddare in frigorifero prima dell'uso e lavare a fondo dopo, come richiede l'autocontrollo HACCP. Esistono anche tritacarne refrigerati, con il gruppo di macinazione raffreddato da un impianto frigorifero integrato: hanno senso nei laboratori che macinano a lungo senza pause.

Sistema Enterprise o Unger: come taglia il tritacarne

Esistono due sistemi di taglio. Il sistema Enterprise, il più diffuso su gruppi 8, 12, 22 e 32, usa un coltello a croce e una piastra: semplice, veloce da smontare e adatto a quasi tutti gli impasti da macelleria e ristorazione.

Il sistema Unger lavora in più stadi: una piastra di pre-taglio, uno o due coltelli a doppio taglio, una o due piastre forate e anelli distanziatori. Nei cataloghi dei costruttori la versione S3 ha due piastre e un coltello, la S5 tre piastre e due coltelli. Si usa dove serve un macinato molto fine e uniforme in un solo passaggio (per esempio per würstel e insaccati fini) ed è montato soprattutto su gruppi grandi.

Piastra e lama tritacarne: fori, usura e compatibilità

La piastra determina la grana del macinato. Una scala di riferimento usata nel mestiere:

  • 3–4,5 mm: macinato fine, ripieni, polpette morbide, doppio passaggio.
  • 6 mm: la piastra di serie su quasi tutti i modelli, per ragù, hamburger e macinato da banco.
  • 8–10 mm e oltre: grana grossa per salsiccia e salumi, o come primo passaggio prima della piastra fine.

Il coltello (lama a croce) lavora strisciando sulla piastra: le due superfici si consumano insieme e lavorano bene solo se restano perfettamente piane a contatto. Per questo piastra e coltello vanno considerati una coppia: se cambi solo la lama su una piastra rigata o incavata, il taglio resta scadente. I segnali di usura sono la carne che "esce schiacciata" invece che tagliata, i nervi che si avvolgono attorno al coltello, la macchina che fatica e scalda di più. I coltelli autoaffilanti, come il coltello Salvador inox autoaffilante per tritacarne n. 12, mantengono il filo più a lungo, ma anche loro si consumano insieme alla piastra.

Lo stesso numero non garantisce la compatibilità

Il numero del gruppo indica il diametro, ma una piastra può avere una o due cave (le tacche laterali che la bloccano nella bocca), spessori diversi e foro centrale diverso. Prima di ordinare misura il diametro esterno, conta le cave e verifica il perno del coltello. Trovi le misure più vendute nelle categorie piastre per tritacarne e lame e coltelli per tritacarne, per esempio la piastra inox n. 12 a due cave. Per capire quando conviene il ricambio originale e quando uno compatibile, leggi la guida ricambi originali o compatibili.

Tritacarne grattugia: le macchine combinate

Ristoranti, pastifici e gastronomie usano spesso un tritacarne grattugia: un unico motore con due uscite, da un lato il gruppo tritacarne e dall'altro il rullo grattugia per formaggi duri e pane secco. Le macchine Fama della serie TG e le Uniko TGK/TGIK ne sono un esempio: la TG 12 dichiara 200 kg/h di macinato e 50 kg/h di grattugiato, la TGK 22 rispettivamente 300 e 70 kg/h. Fanno risparmiare spazio e una seconda macchina. Vedi la categoria tritacarne grattugia; per la scelta della sola grattugia c'è la guida dedicata alla grattugia professionale per formaggio duro.

Tritacarne professionale usato: la checklist prima di comprare

Un tritacarne professionale usato o d'occasione (da macelleria in chiusura, da privato, da asta) può essere un buon affare, perché la meccanica è semplice e robusta. Ma va controllato di persona, possibilmente facendolo lavorare.

  1. Targhetta: modello, numero del gruppo, tensione (230 V o 400 V) e potenza. Un trifase senza impianto trifase non ti serve.
  2. Gioco della coclea e della bocca: la coclea deve entrare senza ballare e la bocca deve bloccarsi saldamente. Un gioco eccessivo indica usura dell'albero, delle boccole o dei cuscinetti.
  3. Piastra e coltello: superfici piane, senza rigature profonde; la piastra non deve essere incavata al centro. Se sono consumati, mettili in conto da sostituire.
  4. Rumore del motore e del riduttore: a vuoto deve girare regolare. Fischi, battiti o grattate indicano ingranaggi o cuscinetti da rifare; macchie d'olio sotto la macchina indicano paraolio da cambiare.
  5. Sicurezza elettrica: cavo e spina integri, pulsantiera funzionante, pulsante di arresto efficace; sui monofase il condensatore gonfio o un avvio stentato sono segnali chiari.
  6. Ricambi: verifica che per quel modello si trovino ancora coclea, piastre, coltelli, pulsantiera e ingranaggi. Dai un'occhiata ai ricambi per tritacarne disponibili, come la coclea Fama n. 12 in alluminio.

Sicurezza: la norma EN 12331

I tritacarne professionali sono regolati dalla norma UNI EN 12331 (edizione 2021), che fissa i requisiti di sicurezza e igiene per i tritacarne da banco e industriali. Il rischio principale è che mani o dita raggiungano la coclea attraverso la bocca di carico: per questo la bocca ha una protezione e la carne si spinge sempre con il pestello, mai con le mani. Su una macchina usata controlla che le protezioni ci siano e non siano state modificate, che il pestello sia presente e che il marchio CE sia leggibile.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra tritacarne 12, 22 e 32?

Il numero indica la misura del gruppo di macinazione: la piastra è di circa 70 mm sul 12, 82 mm sul 22 e 98 mm sul 32. Con la misura cresce la produzione oraria, che sui modelli Fama va da 150–200 kg/h del TS 12 fino a 400–600 kg/h dei TI 32. Il 12 basta per un ristorante, il 22 e il 32 sono da macelleria.

Un tritacarne professionale funziona a 220 V?

Sì, se è monofase: "220 V" è il vecchio nome della rete domestica a 230 V. Le versioni trifase invece funzionano solo con alimentazione a 400 V. Controlla sempre la targhetta, soprattutto su un tritacarne usato.

Ogni quanto si cambia la lama del tritacarne?

Non c'è un intervallo fisso: dipende da quanti chili macini e da quanta cartilagine passa. Si cambia quando la carne esce schiacciata e i nervi si avvolgono sul coltello. Conviene controllare anche la piastra, perché lama e piastra si consumano insieme.

Meglio gruppo in inox o in ghisa?

L'inox è più igienico, non si ossida e richiede meno cura; per uso professionale quotidiano è la scelta più pratica. La ghisa è robusta e meno costosa, ma va asciugata e oliata dopo ogni lavaggio.

Conviene comprare un tritacarne professionale usato?

Sì, se è di una marca di cui si trovano ancora i ricambi e se superi i controlli della checklist: gioco della coclea, stato di piastra e coltello, rumore del motore e sicurezza elettrica. Metti in conto da subito la sostituzione di piastra e coltello.

In sintesi

Scegli il gruppo (12 per la ristorazione, 22 o 32 per la macelleria) in base al picco di lavoro, l'alimentazione in base al tuo impianto e preferisci un gruppo in inox smontabile. Tratta piastra e coltello come una coppia e, sull'usato, verifica sempre la disponibilità dei ricambi. Trovi macchine e ricambi in tritacarne professionali; se la tua macchina ha bisogno di una revisione a Roma o nel Lazio, consulta la pagina assistenza e riparazione.

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